LA VILLA DI CETINALE


La villa di Cetinale è da considerarsi una delle più belle ville seicentesche toscane. Sorge su una piccola valle circondata da boschi di leccio nei pressi di Ancaiano.
In questi luoghi Fabio Chigi divenuto poi Papa con il nome di Alessandro VII veniva in gioventù a riposarsi e in ritiro per i suoi studi. Il Cardinale Flavio Chigi, nipote di Alessandro VII, affidò la trasformazione della casa avita al suo architetto di fiducia Carlo Fontana che lavorava intensamente per lui.
Nel progetto volle riunire l’arte alla natura e vi riuscì magnificamente; infatti il giardino e il bosco circostante erano cosparsi di statue di pietra.
Dopo l’abbellimento voluto dal cardinale Flavio, il nipote Bonaventura ampliò ulteriormente l’opera creando giochi prospettici e la nobilitò aggiungendovi nella collina sovrastante un edificio detto “Romitorio” che si unisce alla villa mediante una lunghissima scala denominata “Scala Santa” che parte da un caratteristico teatro semicircolare.
Lateralmente alla villa ideò un bosco, la Tebaide, dove tracciò percorsi che conducono a numerose piccole cappelle, dove i monaci-romiti si fermavano a pregare.
La villa è circondata da abitazioni dell’antica fattoria e sorge in mezzo a un grande prato con un giardino all’italiana.
Le aiuole sono circondate da siepine di bosso, i tassi sono potati secondo l’arte topiaria, i sentieri di ghiaia e le antiche conche con gli agrumi guarniscono l’insieme.
Il cardinale Flavio cercò di interpretare il desiderio dello zio Papa che vedeva questo luogo pieno di misticismo.
La villa conserva ancora l’aspetto che aveva nel XVII secolo.
Il corpo della villa presenta due avancorpi laterali sporgenti che inquadrano un doppio loggiato sovrapposto, di cui oggi rimane solo quello inferiore perché quello superiore è stato tamponato e sostituito da finestre.   
Su ogni finestra del primo piano vi sono dei grandissimi stemmi della famiglia molto ornati; gli spigoli della costruzione sono evidenziati da conci di pietra lunghi e corti alternati che decorano la facciata.
Nella parte posteriore vi è una maestosa scala esterna, di chiari influssi romani, che raggiunge la porta finestra del primo piano sormontata da un altro grande stemma.
Nel giardino all’italiana prospiciente il fronte principale della villa si trova una cappella dedicata a Sant’Eustachio nel cui interno erano grandi quadri raffiguranti la storia del Santo e varie reliquie.
Nel 1681 il Gran Duca di Toscana Cosimo III visitò il Cardinale Flavio Chigi per l’inaugurazione della villa, come ricorda il bassorilievo di marmo, opera di Bartolomeo Mazzuoli, raffigurante il celebre incontro tra i due importanti personaggi accompagnati dal loro seguito, che si trovava in un angolo del bosco adiacente e ora collocato all’interno della villa.
Davanti alla facciata principale della villa parte uno stradone in un bosco di lecci che finisce con una gigantesca statua di Ercole.
La stessa prospettiva si ritrova anche dall’altra parte dell’edificio dove un lungo viale di cipressi termina ai piedi della lunghissima Scala Santa (quasi duecento scalini) che conduce al Romitorio, in asse perfetta con la villa.
Il Romitorio è un suggestivo piccolo edificio caratterizzato da una grande croce patriarcale a doppia traversa ornata ai vertici da busti di Santi.
Sovrasta la villa e si coglie con un solo colpo d’occhio da ogni angolo del giardino; doveva simboleggiare la difficile ascesa degli uomini verso la salvezza dopo un percorso molto faticoso. Infatti era un luogo di ritiro per alcuni eremiti che vi venivano ospitati e che in cambio dell’ospitalità accettavano di fare opere di carità, curare gli ammalati e assistere i moribondi.
Al padrone di Cetinale i Romiti erano legati da particolari obblighi, come, servire la messa, visitare la cappella e fare opere pie.   
Il parco della Tebaide, l’altro itinerario di penitenza, è un bosco sacro, silenzioso, solitario e adatto alla meditazione.
E’ adornato da statue di santi e di frati che pregano e caratterizzato da viali che conducono a varie cappelle votive decorate con affreschi raffiguranti scene religiose. Alcune pietre scolpite a forma di animali da Bartolomeo Mazzuoli, escono fuori dal terreno.
La villa di Cetinale veniva usata spesso per fiere e feste.
Il venti settembre di ogni anno vi si celebrava la festa di Sant’Eustachio, in onore del santo al quale è dedicata la cappella, durante la quale venivano rappresentate commedie nel teatro del parco. Alla fine del XVII secolo si corsero a Cetinale anche alcuni Palii.

Margherita Anselmi Zondadari

Nota Bibliografica:

E. Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico della toscana, vol. I, Firenze 1933, pp. 648-649
V. Golzio, Documenti artistici sul seicento nell’archivio Chigi, Roma, 1939, pp. 203-227
A. Angelini, Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Siena e Roma, Milano, 1998, pp. 224-248
G. Boetti, Suavis locus ille, Sovicille, Siena, 1980, pp. 182-185.   
 
 
     

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