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VILLA CETINALE
DOVE
villa cetinale


La villa di Cetinale è una delle più belle ville seicentesche toscane. In questi luoghi Fabio Chigi, divenuto poi Papa con il nome di Alessandro VII, veniva in gioventù a riposarsi e in ritiro per i suoi studi. Il Cardinale Flavio Chigi, nipote di Alessandro VII, affidò la trasformazione della casa avita al suo architetto di fiducia Carlo Fontana che lavorava intensamente per lui.

Nel progetto volle riunire l’arte alla natura e vi riuscì magnificamente. creando giochi prospettici e un giardino all’italiana costellato di statue.

Lateralmente alla villa ideò un bosco, la Tebaide, dove tracciò percorsi che conducono a numerose piccole cappelle.
 
La “Wunderkammer”
e la raccolta d’arte del cardinale Flavio Chigi
Margherita Anselmi Zondadari
Flavio Chigi era nato a Siena l’11 maggio del 1631, da Mario e da Berenice della Ciaja. Era nipote di papa Alessandro VII Chigi con il quale condivideva molte cose e aveva molte affinità di gusto nelle arti figurative e la passione per le opere di architettura e scultura

Flavio si distinse come mecenate appassionato d’arte, infatti sono notevoli le sue commissioni artistiche ma fu anche collezionista singolare e molto attento al gusto dell’epoca divenendo il principale artefice delle collezioni artistiche di famiglia e tra i primi collezionisti privati.

Le sue raccolte, oggi purtroppo nella maggior parte disperse, sono un esempio di quadreria antica dove i dipinti si integrano perfettamente e si armonizzano con il carattere molto singolare e curioso del committente, insieme a un ricco e vario apparato di arredi, mobili e sculture.

Le sue grandi disponibilità economiche, la sua nascente autorità religiosa e politica e la reputazione familiare di cui godeva ma soprattutto il favore dello zio papa che lo considerava il suo “Cardinal nepote” sono i motivi principali che contribuirono alla creazione di questo collezionismo chigiano, nel momento stesso in cui la famiglia godeva di prestigi e favori nella Roma papale.

La molteplicità degli interessi collezionistici di Flavio si inserisce perfettamente nella cultura del suo tempo, di cui egli non trascurò nessun aspetto e riflette la sua ambizione di rappresentare la tradizione romana dell’epoca. Egli fu un collezionista originale e partecipò attivamente alla cultura artistica contemporanea e attraverso la sua committenza e le sue inclinazioni si può tracciare un percorso del barocco maturo caratterizzato dai generi decorativi da lui scelti e prediletti.